ArboVerde: Servizi di Arboricoltura Urbana per la gestione degli Alberi

ArboVerde è una Cooperativa che ha per scopo la cura degli Alberi ad Alto Fusto e del Patrimonio Arboreo Urbano e Rurale, realizzate attraverso lo studio, la salvaguardia e l'adozione delle corrette pratiche di gestione. Si compone di un Team di Arboricoltori Tree Workers Esperti e Certificati per i lavori di potatura su fune in Tree Climbing e per le attività in Siti Naturali e Artificiali.

NO alla CAPITOZZATURA!

La Capitozzatura  non è una "tecnica di potatura", ma quanto di più deleterio, inefficace, deprecabile e assurdo si possa attuare ai danni di un Albero.

Asportare la totalità della chioma, con tagli molto spesso superiori ai 5 cm di diametro sia sul fusto principale che sui rami, non rinvogorisce l'albero come purtroppo molti, troppi "operatori del verde" (malafede o ignoranza?) ci vorrebbero far credere ma, purtroppo, danneggia irreparabilmente l'Albero.

Dopo quasi 30 anni di letteratura scientifica, di esperienze sul campo, di alberi schiantati, di scenari con danni a cose e persone ciò non è accettabile.

L'Albero possiede una sua forma naturale, l'habitus, che ha conquistato in milioni di anni di pressione e selezione naturale, capitozzandolo perde i centri ormonali posti proprio nelle zone apicali, funzionali al controllo della sua crescita ed organizazione. Per rispondere a questa aggressione lo sforzo energetico che deve sostenere lo indebolisce e lo rende nel tempo più percoloso.

Sui tagli e sulle ferite inferte l'aggressione dei patogeni è certa ed è solo questione di tempo perchè si avviino azioni cariogene  a danni del legno che, degradandosi, perde la sua naturale resistenza.

Non esistono Alberi Killers, ma solo pratiche di gestione sbagliate...

Danni della Capitozzatura degli Alberi

Alcuni semplici ragionamenti e alcune immagini possono chiarire questo aspetto.

  1. L'attivazione delle gemme latenti nella zona dei tagli, per ricreare la chioma eliminata, richiede uno sforzo produttivo che sottrae energie all'Albero, causando deperimento e stress, quindi indebolendolo.
  2. Le riserve energetiche immagazzinate dall'Albero nel legno e nelle foglie eliminati dai tagli vengono disperse.
  3. L'inserzione dei nuovi rami è debole e destinata a rompersi.
  4. In poco tempo l'Albero ritorna al punto dove era stato tagliato. 
  5. I tagli sono il punto di aggressione degli agenti patogeni-cariogeni che trovano facile gioco a causa della debolezza dell'Albero. 
  6. Deperimento e riduzione dell'apparato radicale; l'apparato preposto alla ricerca di sostante nutritive ed "all'ancoraggio!!!".
  7. L'Albero perde l'armonia natuale della sua forma e diventa "brutto".
  8. La sua manutenzione, nel tempo, costa di più.

Di seguito un articolo apparso su "Le Inchieste di Repubblica"

Alberi urbani vittime delle potature selvagge


di ALESSANDRO CECIONI


ROMA. L’intervento più visibile, e più criticato, sul verde pubblico sono le potature. "È un punto dolente nel quale noi ci troviamo fra due fuochi – dice Antonello Mori, fino a metà maggio direttore del dipartimento per la Gestione ambientale e del Verde del Comune di Roma – da una parte ci sono quelli che considerano gli alberi un pericolo, oppure che si sentono danneggiati da rami troppo vicini alle finestre, dall’altra ci sono i cittadini pronti a fare le barricate appena si sfoltisce una pianta. Quello che posso dire è che a Roma non si pota più in modo selvaggio da almeno 20 anni. Niente capitozzature per intenderci".

"È falso, le capitozzature ci sono eccome – lamenta Sanzio Baldini, già docente universitario di Gestione del verde urbano e Tecnologia forestale, autore di diversi libri in materia – solo che le chiamano capitozzature lunghe, perché non sono più fatte dove si allargano i rami, ma un paio di metri più in alto. Però anche così si creano delle ferite che lasceranno spazio alle spore e ai funghi, agli insetti. Si condanna la pianta".

"Capitozzare è un retaggio che viene dalla gestione contadina, quando si doveva fare frasca per gli animali. Oggi è realizzata nella versione 'lunga' (il modo descritto dal professor Baldini, ndr) anche perché è semplice e non richiede nessuna perizia", rincara la dose Carlo Mascioli, dottore forestale consulente di enti pubblici e di privati. "Il problema – aggiunge – è che sul verde pubblico c’è purtroppo una grandissima ignoranza di fondo, nella scelta degli alberi che vengono messi a dimora, nella scarsa programmazione e progettualità".

"I problemi che può creare un albero in città vengono da lontano – spiega il professor Baldini – dalla distanza di un albero dall'altro, dalla vicinanza o meno delle case, dai lavori stradali che sono stati fatti con conseguente taglio delle radici. Poi a tutto questo si prova a porre rimedio con le potature. Con le capitozzature lunghe che di fatto spostano il baricentro dell’albero e lo rendono meno stabile, più pericoloso. Perché queste ferite alle piante vengono inferte da persone che non hanno la minima idea di quello che fanno. Non escono da scuole come quella di Monza, non hanno studiato la natura degli alberi. Sapesse quante volte ho sentito dire ‘tagliamo, tanto ramo più, ramo meno...’".   

"Lei lo sa quanto ci mette una pianta a dare copertura al taglio di un ramo di 5 centimetri di diametro? Dai 15 ai 18 anni. La ferita si rimargina in un tempo lunghissimo. Qualcuno crede di superare il problema mettendoci del mastice, ma gli alberi sono esseri viventi, si muovono”, dice ancora Baldini. "Non solo: un platano alto 35 metri, perché in quel posto quella è la sua altezza naturale, una volta potato drasticamente ripartirà verso l’alto, per tornare a 35 metri - aggiunge Mascioli – La natura è questo. Se lo si vuole più  basso va curato in modo diverso, da persone competenti". "Il problema di fondo resta questo – dice Massimiliano Atelli, presidente del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico – si deve distinguere fra verde orizzontale, i prati, verticale, gli alberi, e verde di pregio. Per il verde orizzontale si possono anche impiegare persone con conoscenze minori, per gli altri servono degli specialisti".

 

ArboVerde

Per conoscere gli Alberi bisogna toccarli!

Alex L. Shigo
La gestione di un Albero richiede Professionalità.